Ventotene: l’isola, il mare ed il confino

mare ventotene
Il mare cristallino di Ventotene

“Ventotene non è solo un’isola, non è solo mare, a Ventotene c’era il confino. E a Santo Stefano l’ergastolo” così ci racconta il marito della signora Candida, il nostro host, accompagnandoci, col suo furgoncino bianco, dal porto al nostro alloggio.

E’ ormai sera quando attracchiamo: siamo partiti da Formia con un aliscafo veloce e in circa 2 ore siamo giunti a desinazione, godendoci a bordo il tramonto sul Tirreno.

Il nostro BeB, camere Candida, ha una particolarità: essendo situato un po’ fuori dal centro abitato fornisce ai suoi ospiti un servizio navetta gratuito effettuato dagli stessi membri della famiglia che gestisce gli alloggi. Li chiami e loro ti accompagnano in paese o vengono a riprenderti. A qualsiasi ora. Per fortuna noi non siamo gente della notte quindi gli risparmiamo orari strani di trasporto.

Durante uno di questi spostamenti ne approfittiamo per chiedere consigli su dove cenare e cominciamo provando il pesce di Mast’Aniello, location a picco sul mare, sulla spiaggia che sarà protagonista della nostra giornata successiva, presso la scalinata più instagrammabile dell’isola. Il consiglio è veritiero: si mangia benissimo.

Ventotene: l’isola, il mare e la storia

L’indomani è giorno di esplorazione dell’isola, così, mentre ci crogioliamo al sole a Cala Nave, approfondiamo le vicende storiche che l’hanno caratterizzata.

La prima confinata dell’isola fu infatti Giulia, figlia dell’imperatore Ottaviano, condannata all’esilio per aver violato una legge di morale pubblica. Essa visse in quella che oggi è conosciuta come Villa Giulia, di cui sono visibili importanti resti archeologici. Visibile e degno di nota è anche il bellissimo porto romano.

Dopo vari esili famosi in epoca romana, dal medioevo cominciò il declino dell’isola, ripetutamente abbandonata a causa delle incursioni saracene.

Solo con l’avvento dei Borbone si assistette ad una nuova colonizzazione. Dapprima si tentò un esperimento sociale denominato Rousseau: furono inviati sull’isola ladri e prostitute che, secondo la teoria del filosofo francese, a contatto con la natura incontaminata, si sarebbero “redenti”. L’esperimento fallì poco dopo e l’isola fu colonizzata da pescatori e agricoltori.

Sul finire degli anni ’30 del 1900 Ventotene, all’ isola e al mare si aggiunse il confino per accogliere coloro che si erano opposti al fascismo. Venne realizzata una vera e propria cittadella ed i confinati dovevano sottostare ad una serie di regole ad esempio non potevano scrivere a macchina o giocare a carte. Fra i confinati più illustri ricordiamo anche Sandro Pertini.

Sul vicino isolotto di Santo Stefano sorgeva invece il carcere per gli ergastolani.

Ventotene, scorcio
Uno scorcio del centro abitato di Ventotene

Ventotene oggi

L’isola è oggi considerata un paradiso naturalistico: con le sue acque cristalline e i fondali, meta prediletta dei sub. E’ un turismo genuino quello dell’isola: senza fronzoli, senza chiasso. Si respira pace e tranquillità. Se volete gustare appieno la bellezza di questo mare fate come noi: recatevi al porto e prenotate un’escursione. I prezzi sono accessibili (noi a settembre abbiamo pagato 20 euro a testa per una gita di 5/6 ore) e le scene folckloristiche che si vivono a bordo valgono tutta l’esperienza.

Sempre chiacchierando con i locali ci fermiamo a fare colazione da Zi’ Amalia (ma anche il pranzo) e scopriamo che attorno all’isola vi è una zona non navigabile che ospita un’area marina protetta.

E poi lo sapete qual è il prodotto tipico di Ventotene? La lenticchia! Se volete portarvi a casa un souvenir autentico recatevi al porto romano e compratene un sacchetto dal vecchietto che troverete lì, con la sua botteguccia, in uno degli anfratti del vecchio porto.

Da non perdere anche la festa di Santa Candida, patrona della città, festeggiata il 20 settembre. Per onorarla la sera, alla fine della messa che scandisce la novena in suo onore, i ragazzi dell’isola fanno volare in aria delle mongolfiere di carta velina colorata. La gente si accalca davanti alla chiesa ed accompagna ogni lancio con un motto “Uè Uè u pallon!”

La sera del 19 settembre al porto romano si svolge la gara dei palloni e la festa si conclude con i fuochi d’artificio e la processione della statua della santa per le vie del paese.

E’ il 20 settembre, ultimo giorno d’estate. Il giorno successivo sarà autunno. Resta un po’ di malinconia e l’attesa della prossima bella stagione…

Ventotene viaggiatrice da grande
La scalinata più bella dell’isola

Foto mie e delle mie girls.

Qui trovate il post sulla mia visita precedente alle isole pontine: Ponza

Per gli orari di navi ed aliscafi consultate il sito Laziomar.

BeB: camere Candida (Sistemazione essenziale ma pulita e decorosa. Ottimo servizio navetta per il centro abitato).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *