Russia: Blinis con barbabietole, lime e capperi

L’altra sera ho provato una ricetta dalla Russia: i blinis con barbabietole, lime e capperi e sono stati una vera rivelazione.

Dalla Russia arrivano i Blinis: cosa sono?

Queste focaccine sono arrivate a me in modo del tutto casuale poichè orma sapete che adoro provare le ricette nuove che mi colpiscono sulle varie riviste che leggo (altra mia grande passione sono le riviste).

Solo dopo averli cucinati, fotografati ed assaggiati sono andata a guardare sul web l’origine di queste prelibatezze ed ho scoperto che sono tipici della Russia. Quindi sono adattissimi alla sezione del mio blog ch esi occupa di ricette dal mondo.

Immaginate la gioia del mio fidanzato che adora la Russia tanto da aver letto quasi tutto Dostoevskij e da coinvolgermi nella visione di classici del cinema russo della portata di Tarkovskij (Stalker e Rubliov).

Ma torniamo ai blinis: focaccine con cui i russi segnano l’inizio della Quaresima. Una sorta di pancakes salati. Solitamente sono farciti con panna acida, salmone, aneto e caviale ma ci si può sbizzarrire con gusti vari.

La loro origine è pagana: mangiati durante la Meslenitsa, il festival del sole che segnava l’inizio della primavera. La forma rotonda ed il colore dorato ricordava appunto il sole.

La ricetta dei blinis con barbabietole, lime e capperi

Ingredienti (per 4 persone)

  • 100 grammi di farina di grano saraceno
  • 1 uovo
  • 7 grammi di lievito di birra
  • 1,7 dl di latte
  • sale
  • burro
  • barbabietola lessa
  • capperi
  • lime
  • panna acida
  • prezzemolo tritato
  • 2 cucchiai di aceto di vino rosso

Preparazione

Sciogliete il burro nel latte tiepido, unite la farina, un pizzico di sale, coprite e lasciate lievitare per 3-4 ore. Quindi incorporate il tuorlo e l’albume montato a neve ferma. Scaldate una padella antiaderente e ungetela di burro. Fatevi cadere cucchiaiate di composto distanziate fra loro e cuoceteli 2 minuti per lato.

Preparate quindi la farcia: sbucciate la barbabietola, affettatela finemente con la mandolina, conditela con sale, aceto e un filo d’olio. Tritate capperi e prezzemolo. Guarnite i blinis con un cucchiaio di panna acida, la barbabietola, il trito di prezzemolo e capperi e la scorza grattuggiata del lime. Servite subito.

Qualcosa in più (o in meno)

  • Ho usato la farina integrale al posto di quella di grano saraceno;
  • philadelphia e yogurt greco sostituiscono benissimo la panna acida così come si può usare un limone al posto del lime.

Questa fantastica ricetta l’ho trovata su Grazia.

Che ne pensate della ricetta che arriva dalla Russia: blinis con barbabietole, lime e capperi?

Per altre ricette gustose dal mondo vi consiglio il pollo in salsa Harissa.

Come diventare scrittore di viaggio

Ogni libro è un’occasione e “come diventare scrittore di viaggio” è stata l’occasione per rimettermi in gioco e riprendere a scrivere sul blog dopo un periodo di stasi.

come diventare scrittore di viaggio
Come diventare scrittore di viaggio

Come diventare scrittore di viaggio: di che si tratta

Autori: Dan George e Janine Eberle

Edizione Edt Lonely Planet

Il “manuale2 si compone di 7 capitoli che dal “discernimento” iniziale sul perchè si vuole diventare scrittori di viaggio passa ad un “breve corso di scrittura”. Non è tralasciato nemmeno l’aspetto legato alla pubblicazione.

Quindi un bellissimo focus sui blog di viaggio, esempi di vite vissute viaggiando e suggerimenti su come scattare buone fotografie (tecniche e strumenti).

Per concludere un capitolo interamente dedicato alle risorse letterarie e sul web per chi volesse intraprendere questo mestiere.

Perchè mi è piaciuto questo libro

Ammetto che in questo periodo avevo un po’ messo da parte il blog e questo libro mi ha ridato entusiasmo e tantissimi spunti di riflessione ed idee. Ho trovato particolarmente interesante la serie di esercizi “assegnati” per ciò che riguarda la scrittura e proprio la parte sulle tecniche narrative mi ha fatto fare un balzo indietro di almeno 20 anni e mi sono ritrovata sui banchi di scuola a scrivere temi particolarmente ispirati.

Ho scoperto, con mi grande piacere, di fare già tantissime delle cose suggerite a chi vuole raccontare di viaggi: ho un taccuino cu cui giornalmente scrivo e poi rielaboro; scatto foto facendo attenzione ad alcune regole imparate seguendo qualche corso; racconto dal mio punto di vista e soprattutto chiacchiero chiacchiero chiacchiero con le persone del luogo.

“Come diventare scrittore di viaggio” è un libro utilissiomo per l’autoformazione e fa venire voglia di andare ancora oltre e leggere tutti i libri che vengono citati al suo interno.

L’unica cosa che non mi è molto piaciuta è stata l’impaginazione (giuro che il fidanzato grafico non mi ha influenzata!): all’interno dei capitoli ci sono dei box di approfondimento ma trovo che il loro inserimento disturbi la regolare lettura poichè interrompono lo scorrere dei capitoli. Nulla da eccepire sul contenuto dei box poichè sono davvero molto interessanti.

In conclusione mi è piaciuto? Si!

Ve lo consiglio? Si certamente!

Se volete seguire i miei consigli di lettura vi suggerisco anche ” L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là“.