Toritto: piccolo grande amore

Anche se “nessuno è profeta in patria”  ed è difficilissimo trovare le parole giuste quando si ama tanto qualcuno o qualcosa, proverò comunque a raccontare del mio “piccolo mondo antico”.

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Chiesa Matrice dedicata a San Nicola

 

Toritto è il mio paese. Un paio di settimane fa  a Toritto è stata festa. Ed io non ci sono stata,non per mia volontà ma per lavoro. Ed ho dovuto elaborare questo lutto prima di poter scrivere questo post 8in realtà stavo aspettando che mi inviassero le fotografie ma la frase dell’elaborazione del lutto fa più scena).

È la prima festa patronale che salto, il primo anno che non ho visto i fuochi d’artificio o la processione di San Rocco e della Madonna delle Grazie sul carro trionfale. Perché si, da tradizione il giorno della festa i “tiratori” trascinano il carro per tutto il paese a forza di braccia e puntellandosi sulle gambe. Uno spettacolo imperdibile, soprattutto in alcuni punti dove l’impresa diventa più ardua per la ripida salita o perché la strada si restringe. Bello anche il momento in cui in una delle 2 piazze del paese il sindaco o chi per lui fanno dono ai Santi Patroni delle chiavi della “Città”.

 

Due parole su ‘sta storia delle 2 piazze: in teoria ce l’avrebbero un nome proprio (Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Aldo Moro e vi assicuro che uno dei due non me lo ricordavo)ma comunemente ed affettuosamente sono conosciute e dette da tutti Piazza Nuova e Piazza Vecchia in base, non è difficile capirlo, alla loro data di nascita.

Ma torniamo alla festa. A dirla tutta non è la prima che ho saltato quest’anno perché aihmè non ho partecipato  nemmeno alla festa di Quasano (ora sicuramente mi toglieranno la cittadinanza).

Quasano è una frazione di Toritto, una ridente borgata distante circa 10 km dal paese, a ridosso del parco dell’Alta Murgia. Ogni anno all’inizio dell’estate si svolge questa festa rurale caratterizzata da carri devozionali realizzati in fiori di carta. Questi carri sfilano in processione per il paese il sabato sera per poi spostare la festa a Quasano a partire dal mattino della domenica.

Ed io non c’ero, ero a Roma. E  con me c’era un amico compaesano che ho visto in quei giorni e che mi ha preso tanto in giro per la mia vena nostalgica causata dalla festa mancata , mentre lui non si rammaricava più di tanto (attento eh! Adesso la tolgono anche  a te la cittadinanza!).

Se mi perdo anche la Notte dei fornai mi scomunicano di sicuro! E’ questa la notte che prepara il paese all’arrivo del Natale. La sera del 23 dicembre un gruppo di musicanti a suon di fisarmonica e  chitarra allieta le vie del paese cantando canti della tradizione popolare inneggianti al Natale ed a Gesù Bambino. E ovunque risuona il noto grido “C ten farein ca tembr…” (chi ha farina che impasti).

Toritto, la mia Toritto è il paese della mandorla (Filippo Cea, Presidio Slow Food), del castello, della Chiesa Madre (San Nicola), della torre dell’orologio, della neviera, della grotta San Martino, della cervellata(un tipo di salsiccia fatta con carne tritata, il cervello non centra nulla), di tutti quei luoghi e quelle tradizioni a cui sono legata in modo viscerale e che citerei qui mattone per mattone, cibo per cibo e canto per canto.

E qualcuno dovrà continuare ancora a lungo a dirmi che devo tagliare il cordone…non credo l’ascolterò…

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Portale della Chiesa della Madonna della Stella

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Il Corso addobbato a festa con le luminarie

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Piazza antistante la chiesa della Madonna delle Grazie con le mandorle stese al sole ad asciugare

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Chiesa della Madonna del  Carmine e Monumento all’Emigrante

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Particolare del Portale della Chiesa della Madonna del Carmine

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La Neviera

P.S. se volete conoscere meglio Toritto seguite anche il Lupo e la Rondine, il blog della mia amica Angela che  ha pubblicato dei post molto interessanti.

(le foto tanto attese che fanno da corredo a questo post sono state scattate appositamente per me dal mio carissimo amico Francesco G. (l’iniziale del cognome è d’obbligo perchè ho tanti amici con questo nome)E’ stato bravissimo vero?