Civita di Bagnoregio: una gita fuori porta in Lazio

Da anni, forse da quando vivo a Roma, ho desiderato visitare Civita di Bagnoregio, la così detta città che muore. Finalmente in questi mesi di riscoperta dei luoghi più vicini e di turismo di prossimità sono riuscita a vederla e me ne sono praticamente innamorata. Ma non poteva che essere così.

Civita di Bagnoregio: paesaggio
Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio: la storia

Partiamo dal principio: siamo in provincia di Viterbo e Civita di Bagnoregio è appunto una frazione del comune di Bagnoregio, raggiungibile dalla stessa cittadina attraverso un ponte pedonale. Questo ponte metallico è stato rifatto nel 1965 dopo che l’originale fu distrutto dai bombardamenti tedeschi nel 1944.

Fondata dagli Etruschi, conserva in sè elementi medievali e rinascimentali. Situata in un posto strategico sulle vie di comunicazione, divenne fiorente proprio per questo motivo. Purtroppo le innumerevoli frane hanno distrutto le tante tombe a camera che caratterizzavano i calanchi sottostanti. Sempre nella valle dei calanchi pare si trovasse una stazione termale in cui addirittura il re Longobardo Desiderio soleva trovare giovamento dai suoi malanni. Da qui deriverebbe il nome del luogo, come traduzione letteraria di Balneum Regio.

Delle 5 porte che davano accesso al borgo nel periodo del suo massimo splendore oggi ne resta solo una, Porta Santa Maria o porta della Cava, alla fine del famoso ponte che è ormai diventato il simbolo del luogo. E’ al riparo di questa porta che ci siamo rifugiati per un improvviso scroscio d’acqua durante la nostra gita fuori porta. Ed è lì che una nutrita colonia di gatti ci ha dato il benvenuto in questo luogo magico.

E’ a partire da Civita che si sviluppò, nel corso dei secoli la città di Bagnoregio, più sicura ed al riparo dai frequenti terremoti che hanno via via sgretolato la roccia e spopolato il borgo.

Civita di Bagnoregio: chiesa e piazza
Piazza non asfaltata e chiesa di San Donato

Civita di Bagnoregio: cosa vedere

La cosa più importante da fare a Civita è gironzolare fra i vicoli con il naso all’insù e godere dell’effetto cromatico creato dai tanti fiori variopinti che ornano le case e la pietra dai toni caldi con cui sono costruite le stesse.

Io in particolare sono rimasta molto affascinata dalla piazza della chiesa di San Donato: all’interno da non perdere il crocifisso ligneo che, in base al fatto che lo si guardi da sinistra o da destra pare agonizzante o già morto. La piazza antistante l’edificio è invece completamente sterrata perchè ogni anno la prima domenica di giugno e la seconda di settembre vi si svolge il palio della tonna. Si tratta di una singolare competizione fra fantini che cavalcano asini. Oggi di “scuderie” familiari ne sono rimaste solo 3.

Alla grotta di San Bonaventura è invece legato un miracolo: pare che al suo interno San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, poi futuro San Bonaventura.

Un’altro anfratto da visitare è l’ Antica Civitas, grotte sotterranee con affaccio sui calanchi, con oggetti della tradizione e location del film tv Pinocchio del 2008.

Civita di Bagnoregio: scorcio
Uno degli scorci caratteristici di Civita

La città di Bagnoregio

Da non sottovalutare anche la città di Bagnoregio con il suo centro storico. Risalente al VI secolo d. C. fu a lungo in competizione con la città di Orvieto e protagonista di scontri e ribellioni fino al 1870, quando entrò a far parte del Regno d’Italia.

Illustre personaggio è San Bonaventura, guarito da San Francesco e diventato suo seguace. L’unica reliquia al mondo del santo, dopo la profanazione del sepolcro avvenuta dagli ugonotti nel 1562, è il suo braccio, conservato in città, nella cattedrale di San Nicola.Una curiostà: in città sorge una piramide. Si tratta del sepolcro dei garibaldini che nel 1867 si scontrarono con le truppe pontificie.

Civita di Bagnoregio location di film

Oltre al già citato Pinocchio del 2008, questa città è stata scenografia di molti film. E’ il proprietario del negozio “al 48“, pugliese d’origine ma trasferito a Bagnoregio da decenni, a raccontarci un sacco di curiosità.

Nel suo laboratorio/negozio d’arte vende stampe e dipinti ispirati alla città che muore, alla sua storia, ai peronaggi ed agli aneddotti che l’hanno caratterizzata ed ancora oggi la caratterizzano. Sono le calamite esposte all’esterno che catturano la nostra attenzione e ci invitano a fermarci. Di lì al chiedere consigli per il pranzo e chiacchierare da vecchi amici il passo è breve. Il signore ha addirittura montato una serie di scene significative che riguardano i film girati a Civita e ce le mostra orgoglioso, raccontandoci dei vari luoghi.

Ad esempio ne “La strada” di Fellini (1954) in cui è ben riconoscibile la piazza di bagnoregio e via Roma.

Poi c’è “I due colonnelli” (1962): un luogo è conteso fra italiani e inglesi. Le scene di interno sono girate in un altro paese ma gli esterni sono quelli di porta Santa Maria ed alcune scene inquadrano il vecchio ponte di legno.

Del 1970 è invece “Contestazione generale” con Alberto Sordi parroco della cittadina che parte dalla piazza di Bagnoregio e attraversa il ponte fino a Civita.

Viaggiatrice da grande a Civita di Bagnoregio

Informazioni utili e curiosità

  • l’ingresso a Civita di Bagnoregio costa 5 euro fin o alle 19. Il biglietto si acquista subito prima del ponte. Dalle 19 in poi non si paga più così come non pagano l’ingresso coloro che hanno una prenotazione per un BeB di Civita. A proposito lo sapete che anche Paolo Crepet ha un BeB qui?
  • oltre al sito scaricate l’app CivitadiBagnoregio, disponibile per IOS e Android. Io l’ho trovata davvero utile: completa, semplice ed intuitiva;
  • Noi, su consiglio dell’ormai nostro amico del negozietto, abbiamo pranzato all’Osteria al Forno di Agnese. Io ho provato le Pincinelle al pistacchio, una pasta fatta in casa dal gusto delicato. Ottimi anche l’Amatriciana e i Ravioli al tartufo e pecorino su letto di patate. Ad innaffiare il tutto un vino rosso locale.
  • Altra curiosità: anche Tornatore ha una casa a Civita e prima non era difficile incontrarlo in giro. Qui infatti ha finito di scrivere la sceneggiatura de “L’uomo delle stelle” (1995).
  • Il 6 settembre del 2009 Papa Benedetto XVI ha compiuto una visita pastorale in città definendo san Bonaventura “serafico cantore del creato”.
Civita di Bagnoregio osterial forno di agnese
Pincinelle al pistacchio

Che fate stete già andando a Civita di Bagnoregio? Badate bene, sicuramente ve ne innamorerete…

Le foto sono mie e di Pietro.

12 pensieri su “Civita di Bagnoregio: una gita fuori porta in Lazio

  1. Claudia scrive:

    Ho visitato Civita l’anno scorso e mi è piaciuta un sacco. Forse per la mia indole ottimistica mi piace più associarla all’idea della città che resiste più di quella che muore 😊 Unica pecca (che probabilmente ora con il covid non ci sarà) che l’ho trovata eccessivamente turistica

  2. Erica scrive:

    Non sapevo che Pinocchio fosse stato girato qui, né tantomeno che la sua piazza fosse stata utilizzata in un film di Fellini. Quando andremo a Civita di Bagnoregio non ci perderemo l’incontro con il proprietario di “al 48”, vogliamo farci raccontare tanti aneddoti curiosi!

    • viaggiatrice da grande scrive:

      Si tratta dello sceneggiato tv del 2008. Non perdetevi “al 48” lui è davvero simpatico e le sue creazioni sono bellissime!

  3. Michela A. scrive:

    Sarà una delle prime mete del mio on the road di quest’estate e non vedo l’ora. Mi fa strano pensare di dover pagare per visitare un comune, ma spero i soldi vengano utilizzati per far risplendere ancora di più il borgo.

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